Un breve commento sulle denunce

 

Dall’analisi grammaticale del testo, appaiono evidenti quattro elementi:

 

1)   l’Ispettorato di Roma certifica l’assenza di disturbi dovuti al ripetitore di Roma, anzi certifica che la segnalazione non è del tutto corretta;

2)   sempre l’Ispettorato di Roma avvisa che nessun impianto amatoriale ha la priorità su altri, anche se usato per la Protezione Civile;   anzi, afferma che risulta “inopportuna” la sua rivendicazione;

3)   il ministero rimanda indietro la segnalazione dunque, bollandola come inconsistente ed invitando addirittura il mittente ad utilizzare impianti più performanti (antenne direttive) per evitare i disturbi;

4)   all’ultimo capoverso, c’è la doccia fredda:    il ministero esorta il mittente a smettere di far polemica, ma a “favorire lo sviluppo del radiantismo”.

 

 

Aggiungo, facendo questa volta l’analisi personale della vicenda:

 

Con questa brutta storia, sono tornato indietro di qualche decennio quando, come Presidente del CISAR, mi sono visto denunciato da un radioamatore, mi sono dovuto difendere e i radioamatori che denunciarono fecero una gran brutta figura.

 

Chi ha firmato oggi questa nuova denuncia, non ha avuto alcun insegnamento dal passato (pur conoscendo bene la storia);   probabilmente, sarebbe bastata una sola telefonata, un solo contatto, un solo incontro, per rimediare subito alla situazione.

 

Invece, per oltre due mesi, è stato sparso fango su un radioamatore;   il suo nome e cognome ha viaggiato in decine di email che sono state inviate a tutta Italia, nel tentativo di diffamare,  deridere la serietà dello stesso;    in altrettanti QSO sul link nazionale sono stati fatti commenti pungenti ed esasperati.

 

Ora, serietà impone che chi ha sbagliato, debba chiedere scusa e prendersi la responsabilità del gesto.

 

Chi ha firmato la denuncia, oggi dovrebbe dimettersi dall’associazione, perché ha perorato una causa in malo modo, pensando di essere al di sopra di tutto e tutti.    Ha sbagliato;   ha perseverato;    ha fatto male al radiantismo e all’associazione che pensa di portare avanti come una cosa propria e trattando i soci come dipendenti (questa citazione la copio da un amico), non come soci.

 

Basta l’ultima frase della lettera del ministero per indicare che, in questa occasione, si è proprio raggiunto il fondo.

 

Anche io sono stato toccato dalla denuncia;   anche su di me ha scritto, dubitando la regolarità di un altro ripetitore di Roma IR0UFL (430.375 Mhz, da me installato e gestito);    anche il mio nome è stato deriso sul link nazionale ….

A me, dal giorno in cui mi sono dimesso, è stata fatta la guerra a parole, non accettando mai un confronto.

Questo CISAR ha sparso fango, andando a raccontare le loro verità sul mio comportamento;   molti amici che avevo, si sono fatti convincere dalle parole di questo spaurito gruppo di persone e non hanno avuto la sensibilità di venire a chiedere anche a me.    Sono stati solo capaci di giudicare e condannare.

Tutto ciò ha ormai lacerato il CISAR, quella associazione del 1981, voglio scriverlo ancora, che negli anni ’90 e duemila ha – di fatto – dettato modi di comportamento, ha promosso il “saper fare politica”  e l’unica ad aver raccolto consenso e risultati.

 

Torno a dire che l’unica soluzione è il ravvedimento di questo gruppo spaurito di persone:  dimettetevi e mettete giù le mani dal CISAR.    Non lo dovete fare per la risposta del ministero, per carità !

 

Ma per aver stravolto il significato del CISAR, dei suoi modi di agire e per aver leso la buona fede di coloro che l’hanno fondato, di coloro che ci hanno creduto, di coloro che hanno fatto centinaia di chilometri per venirlo a rappresentare al ministero di Roma, che hanno fatto le nottate con gli avvocati per difendersi da … denunce,  come quelle che oggi avete fatto.

 

Se non lo volete fare per me, almeno fatelo per il radioamatore IW0BEC Eugenio, che avete deriso per tre mesi e che, come co-fondatore del CISAR, ha saputo attendere gli eventi e non è caduto nella provocazione.

 

Questione di stile.

 

Luca IK0YYY.

 

I0PMW, Silent Key

 

  L'amico Paolo Mattioli, al secolo I0PMW, fondatore e unico produttore del Radio Giornale, non è più tra noi da qualche ora;    non posso esimermi dal ricordarlo come un grande radioamatore e uomo, che mi ha dato i primi rudimenti, specie sul comportamento da tenere in Radio, opera che sapeva ben fare, come pochi del resto.

 

  Io l'ho conosciuto molto tempo fa;   dovevo ancora ricevere il nominativo dal ministero, quando lo sentivo insieme ai grandi della radio e cercavo di imitare, con il desiderio di assomigliare un pò a Lui.

 

  Con Lui, se ne va un pezzo delle mie amicizie più strette e del mio CISAR, quello del 1981 di via della Piramide Cestia;   grazie a Lui, ho calcato i primi passi nell'apprendere anche le esperienze 'politiche' di rappresentanza al ministero;    grazie a Lui, ho potuto conoscere ed annoverare tra i miei amici della Radio, personaggi del calibro di I0UPL, Ugo Pellegrini, che ha dato il vero indirizzo all'associazione e che hanno fatto grande il radiantismo italiano.

 

  Con Lui ho riso al tempo che, con la complicità di Eugenio IW0BEC, riusciva a convincere i malcapitati radioascoltatori a comprare le antenne televisive Fracarro, e riusciva a convincerli che era sufficiente usare proprio quelle antenne che avevano i colori sugli stili da mettere sul boom, per vedere i primi programmi a colori !

 

  Per non parlare della famosa 'vernice anti sblatero', ottimo rimedio per evitare i disturbi del QRM !

 

  Tutti ricordi che mi onoro di tenere nel mio cuore.

 

  Grazie Paolo, '73.

 

Come siamo caduti in basso .....

 

  Questa mattina, il mio telefono si è infuocato !

  Oltre, al telefono, devo dire, si è infuocato, o meglio, si è addolorato il mio cuore, nel sentire che cosa è successo, tale da scaturire un titolo davvero poco edificante:   come siamo caduti in basso !

  Prima di cominciare, sottolineo che ho messo la prima persona al plurare, mettendo anche me dentro la questione, se necessario, visto che sono radioamatore.

  Ebbene, questa mattina a Roma un noto radioamatore, noto perchè anche esponente di spicco di una associazione di radioamatori, di passaggio a Roma, si è messo a discutere in modo molto animato su un ripetitore di Roma.   Io non ho ascoltato in diretta ma, dalle cose che mi sono state dette, sono volate parole un pò pesanti, anche di tipo minaccioso.   A tutti i costi, questo radioamatore voleva conoscere chi avesse installato quel ripetitore, lo voleva incontrare a tutti i costi...... mi chiedo io:    voleva forse menarlo, strappargli i capelli, o cosa ?

  Non entro nella questione, perchè non mi interessa il fatto specifico;     denuncio solamente il fatto che siamo davvero arrivati nel punto peggiore, oltre il quale è difficile scivolare ancora.

  Nessuno si può permettere di andare a casa degli altri e dare in escandescenza, così come mi è stato riferito.    Soprattutto, un radioamatore, che dovrebbe essere un "old man", una persona gentile ed affabile dunque, che dovrebbe usare la radio, per unire, e non per diffidare, oltraggiare o, peggio ancora, minacciare.    Ribadisco che non ho ascoltato direttamente lo scambio, ma se dovessero tornare veritiere le cose così accennate, sarebbe davvero inqualificabile questo atteggiamento.

  Ovviamente, sono pronto a chiedere scusa, se questa cosa non fosse vera;  per questo motivo, non diffonderò il nome del radioamatore.    Certo è che molti hanno ascoltato, molti si sono indispettiti e, qualcuno ha anche cercato di far calmare l'ira dell'ospite, qualcuno per altro particolarmente attento ad ascoltare i comportamenti radioamatoriali altrui.

  Roma e i radioamatori romani non hanno nulla di meno, rispetto ad altri italiani;    avrà anche avuto ragione questo nostro ospite, ma ci sono modi e modi.

  Continuerò a tutti i costi a considerare la nostra attività di radioamatore una isola felice, dove si trovano persone per bene, magari con la sola scuola elementare terminata o con due lauree possedute;    ma comunque sempre persone per bene, che sanno discutere, perchè di fronte, anzi, di dietro ad un microfono, siamo tutti eguali !

  Luca Ferrara, IK0YYY.

 

 

Ancora denunce tra radioamatori !

Cosa si potrebbe dire ?

 

  Ricevo la lettera che pubblico, in quanto persona indicata negli atti (ultimo capoverso, come manutentore di IR0UFL), per cui nel pieno godimento del diritto di renderla pubblica.   Ho reso volutamente illegibile il denunciato:

 

 

 

  Rimango molto, molto perplesso e colpito da questa vicenda.

 

  In un sol momento, siamo tornati negli anni ’90, quando un radioamatore denunciò un altro radioamatore, solo per una stupida rivalità associativa.

 

   Negli anni ’90 il radioamatore Dario, denunciò un altro radioamatore, Mario, solo perché questo non era della sua stessa associazione.

 

   Cosa la storia ci ha insegnato da questa squallida azione ?

 

   Ci sono stati procedimenti civili e penali, giunti al Consiglio di Stato gli uni, e alla Cassazione, gli altri.

   Ci sono stati vinti e perdenti.                Ci sono stati conti salatissimi degli avvocati.

 

   Ed il radiantismo ha perso !

 

  Ha perso quello stile di “old man” per il quale interi regolamenti, in tutti i paesi del mondo dove esistono i radioamatori, perneano la loro esistenza:   il radioamatore è un gentiluomo, prima di tutto.

 

  Cosa hanno di diverso il radioamatore che ha denunciato negli anni ’90 e quello che oggi denuncia ?

  Io ritengo nulla.      Non vi può essere nessun insegnamento positivo da due vicende del genere;    la delazione è la stessa del peccato originale o, se mi passate il paragone, quella di Giuda di Simone, detto l’Iscariota.     Forse necessitano trenta danari ?

 

 Detto questo, aggiungo la rilevanza, davvero straordinaria, del fatto che negli anni ’90 fu proprio l’associazione CISAR ed il suo Presidente pro-tempore ad essere denunciato;          fu proprio l’associazione CISAR, a doversi difendere;                        fu proprio il CISAR ad uscirne vittorioso.

 

  Oggi, invece, è proprio il CISAR ed il suo presidente pro-tempore a saltare dal protagonista all’altro e a diventare colui che denuncia !

 

  Ancor più possiamo dire, che la storia, ad alcuni, non riesce ad insegnare proprio nulla.

 

  Non solo;   direi che un presidente non può, e non deve, comportarsi così, trascinandosi dietro tutto il buon nome dell’associazione che, solo temporalmente, rappresenta.   All'epoca la denuncia venne fatta su carta intestata di una associazione, che poi si guardò bene di dire a tutti che loro non sapevano......

 

  Ancora una volta, mi sento il miglior socio dell’associazione CISAR, anche se, sempre temporalmente ed approfittando di poteri non illimitati, mi hanno cacciato.    E’ facile cacciare, chi non si riesce ad azzittire.    Siamo in tanti ad essere stati cacciati.

 

  Il tempo passa;     le persone pure.      Ma il CISAR resta;    verranno tempi migliori, amici miei !

  Basta sapere attendere………..  non denunciare.

 

  Luca Ferrara, IK0YYY.

 

Le dimissioni di Luca Ferrara

 

  L'otto Dicembre del 2006 mi sono dimesso dalla carica di consigliere e presidente dell'associazione CISAR.

  Ecco cosa scrisse l'associazione sulle mie dimissioni:


Apprendiamo la decisione di Luca e la rispettiamo.
E' doveroso citare che Luca per tutti noi rispecchia una figura storica, possiamo dire senza peccare di immodestia che Luca ha messo una pietra miliare nel radiantismo Italiano. Tuttavia ancora in tutti noi aleggia la possibilita' di un ripensamento, pertanto il consiglio direttivo si riunira' la seconda meta' di gennaio.

Da tempo sapevamo che questo giorno sarebbe arrivato, onestamente speravamo che arrivasse il piu' tardi possibile.

Qualunque sia la decisione finale di Luca ci ha comunque detto che sara' difficile liberarsi di lui, quindi continua ad essere una risorsa indispensabile, è lo sara' sempre a disposizione di noi tutti e del mondo dei radioamatori.

Il consiglio direttivo CISAR.

 

  Sono stato talmente ben considerato che, successivamente, il consiglio, lo stesso consiglio direttivo, mi ha comunicato che la mia presenza nell'associazione non era più gradita e che centinaia di soci avevano espresso parere contrario alla mia presenza.

 

(fonte:    http://www.cisar.it/index.php?Itemid=47&id=53&option=com_content&task=view )

 

 
 
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