| |
|
|
Sei qui: Home Notizie dal ministero
- Dettagli
-
Categoria: Notizie dal ministero
-
Pubblicato Mercoledì, 04 Aprile 2012 13:37
-
Scritto da Luca Ferrara
-
Visite: 71
Qualche tempo fa, parlai di una brutta vicenda, relativa a nuove denunce tra radioamatori (vedi "notizie varie", nella sottocategoria "articoli", titolo Ancora denuncie tra radioamatori).
Come detto, basta aspettare gli eventi.
Oggi, il dipartimento delle comunicazioni ha dato risposta:
Lettera intestata
Ministero dello Sviluppo Economico
Ispettorato Territoriale Lazio
Spett.le Associazione Nazionale Radioamatori CISAR
Dipartimento per le telecomunicazioni
Alla DGSCER, Direttore Generale
Oggetto: segnalazione CISAR interferenza sul link nazionale in fonia UHF – CISAR.
Si fa riferimento alla nota prot. Ass. 1/2012 del 23 Gennaio 2012 riguardante quanto evidenziato in oggetto.
Al riguardo si fa presente che a seguito della segnalazione di interferenze di cui trattasi, prodotte dall’attivazione di un ripetitore autorizzato in area di Roma (loc. Morena) con le medesime frequenze e tono di attivazione, sono state eseguite delle verifiche che hanno evidenziato, in ultimo in data 2 aprile c.a., che sul ripetitore romano il tono di accesso risulta pari a 67 Hz, e non 88,5.
Inoltre, nel contesto del link nazionale CISAR che copre ampiamente l’area romana con i ripetitori di Rocca Priora (RU18) e Monte Terminillo (RU16) attivati dal ripetitore master del Monte Amiata, si è riscontrato che, per particolari condizioni di coincidenza, la trasmissione del ripetitore romano transita in maggioranza sul ripetitore di Rocca Priora nelle pause di trasmissione di quest’ultimo. Questa situazione non implica che il sistema del link nazionale non continui ad operare efficacemente, tuttavia subisce in maniera parziale gli effetti di una coutenza locale che possono essere attenuati ottimizzando la ricezione ai ripetitori di Rocca Priora e Monte Terminillo attraverso l’utilizzo di antenne direttive.
Occorre anche segnalare che nel corso delle verifiche non sono stati riscontrati transiti di conversazioni al ripetitore romano.
C’è da dire che questa rappresentazione non tiene conto della verifica dei parametri di potenza e dei sistemi radianti rispetto agli atti di autorizzazione che qualora non rispettati possono determinare incompatibilità tra i ripetitori che coprono l’area romana.
In buona sostanza si ritiene di poter concludere affermando che la denunciata situazione interferenziale non è stata riscontrata e che, da quanto sopra esposto, è ragionevole sostenere che non ci sono le condizioni perché il link nazionale possa subire pregiudizi degni di rilievo concreto anche per quel che attiene all’aspetto della piena funzionalità del medesimo link per le finalità di protezione civile. Si ritiene utile evidenziare che il Servizio di Protezione Civile gestito dal Ministero dell’Interno dispone di una rete nazionale talmente ramificata ed efficiente che, certamente, non può subire pregiudizio alcuno da un ipotetico quanto improbabile stato interferenziale prodotto da e tra ponti ripetitori radioamatoriali anche se, meritoriamente, in uso ad associazioni di volontariato per scopi di protezione civile.
Pertanto il richiamo a situazioni del genere appare quantomeno inopportuno.
In ultimo, ma non per grado di importanza, si ritiene di dover sottolineare l’esigenza che la dialettica tra radioamatori, sia singolarmente che come associati, si sviluppi nell’esclusivo intento di favorire lo sviluppo del radiantismo e non già di alimentare polemiche.
Firmato
Il direttore, dott. Andrea Cascio
Intanto, leggiamoci il testo; poi, verranno i commenti.
Luca IK0YYY, Roma.
- Dettagli
-
Categoria: Notizie dal ministero
-
Pubblicato Giovedì, 19 Gennaio 2012 09:47
-
Scritto da Luca Ferrara
-
Visite: 85
Sulla base della ridicola situazione ormai esistente presso il dipartimento delle comunicazioni, con un certo numero di radioamatori privati, non afferenti cioè a nessuna associazione, ho stilato ed inviato la seguente richiesta al ministero:
Ministero dello Sviluppo Economico
Dipartimento per le telecomunicazioni
viale America, 201
00144 ROMA
Alla cortese attenzione del Direttore Generale, dott. Francesco Saverio Leone
Oggetto: Autorizzazione sperimentale uso frequenza 5 Mhz, 60 metri
Roma, 18 Gennaio 2012
Gent. Direttore,
faccio seguito alla mia del 9 Gennaio u.s. con la quale si chiedeva l’autorizzazione sperimentale della frequenza dei 5 Mhz (60 metri) già in uso alle stazioni di radioamatori, anche per l’Italia.
Il giorno successivo, il direttore dell’Ufficio preposto, Ing. Quoiani mi ha immediatamente, e cortesemente, contattato per rispondere, purtroppo, in modo non positivo.
L’Ing. Quoiani ha giustificato il diniego a questa speriementazione, dal momento che tale frequenza non è inserita nel piano nazionale di ripartizione delle frequenze.
Questa opposizione la sento da oltre 25 anni, da quando cioè, come appassionato del settore, ho seguito diversi iter della nostra annosa categoria di cittadini che, sono – di fatto – poco riconosciuti dalle Istituzioni.
L’Italia, nel 1979, a firma Sandro Pertini, ha sposato accordi di adeguamento alle direttive comunitarie, quali le frequenze radio assegnate ai radioamatori, ma, successivamente, nei diversi piani nazionali di ripartizione, non ha mai permesso il rispetto di tali accordi, assegnando ai radioamatori SOLO una parte delle frequenze che, in tutto il mondo e, in ispecie in Europa, spetta al servizio radioamatori.
Mai il ministero ha permesso ai radioamatori italiani di godere dei diritti dei colleghi europei; anzi, anno dopo anno, ha tolto ai radioamatori, preferendo utilizzare le “nostre” frequenze a servizi di natura privata, molti dei quali probabilmente a pagamento.
In passato, però, il ministero aveva cercato di rivedere il proprio comportamento, assegnando a titolo sperimentale alcune fettine, di fatto “radioamatoriali” in tutto il resto del mondo, ma in Italia lasciate vuote.
Per tre anni, personalmente, ho seguito la realizzazione di alcuni esperimenti in banda 70 Mhz, solo per fare un esempio, concessi da questa direzione in modo sperimentale; lo stesso Ing. Quoiani, nel 2010 aveva firmato uno di questi atti sperimentali, in parziale e temporale deroga al piano di ripartizione delle frequenze.
Ora, noi comprendiamo benissimo la necessità e l’obbligo, dichiarati dal Vs. ufficio preposto, di attenersi scrupolosamente alle regole, ma ci troviamo di fronte ad una realtà, che, prima o poi, bisognerà affrontare: le frequenze assegnate ai radioamatori SONO e DEVONO essere tutte uguali, in tutto il mondo, altrimenti non potrebbero avvenire le comunicazioni tra radioamatori, di tutto il mondo.
L’Italia è sempre un passo indietro; lo è stata dal 1936 al 1999, quando finalmente ha emanato il primo regolamento di attività.Lo continua ad essere ancor oggi, negandoci le frequenze radio che, sono nostre, in tutto il mondo.
In questa illogica scelta, capita che servizi radio civili italiani vadano a disturbare i radioamatori della Corsica, della Croazia o di altri paesi confinanti e non; e, viceversa !
Nel ringraziarLa per il Suo velocissimo interesse nella richiesta avanzata, devo chiederLe dunque di adoperarsi per trovare una nuova strategia che possa dare ai radioamatori italiani qualche maggiore certezza del diritto.
Non possiamo sentirci dire NO, perché il piano di ripartizione italiano non lo prevede !
Le chiedo un Suo autorevole intervento presso la direzione amministrativa e tecnica, perché sia dato maggior riconoscimento a questa categoria di cittadini che chiede di essere in Europa, con diritti e doveri riconosciuti da tutti i paesi membri.
Rimango a disposizione, per qualsiasi chiarimento ed auspico un prossimo incontro collegiale, per poter discutere circa le nostre richieste.
Distinti saluti
- Dettagli
-
Categoria: Notizie dal ministero
-
Pubblicato Sabato, 03 Dicembre 2011 11:46
-
Scritto da Luca Ferrara
-
Visite: 77
Brutte notizie, o meglio, indiscrezioni, dal ministero delle comunicazioni: in questo momento di massima ricerca di danaro da parte dello Stato, si vocifera l'introduzione di nuova tassa di esercizio per le stazioni di radioamatore e per l'esercizio delle stazioni automatiche.
Ciò sarebbe suffragato dalla notizia che è in fase di ultimazione la variazione dell'allegato 25 al codice delle comunicazioni elettroniche; tale allegato stabilisce le quantità economiche delle varie tasse di esercizio e contributi di attività.
La notizia su un nuovo contributo sui ponti ripetitori era già in giro da alcuni mesi; anche molte associazioni si sono dichiarate d'accordo, magari con la speranza di avere un pò più di pulizia in aria, visto che le frequenze radio sono una risorsa limitata.
Di certo è che i singoli radioamatori, molti, moltisiimi sono ormai stufi di trovarsi ogni giorno che passa nuove frequenze occupate da inutili ripetitori, montati solo per quel desiderio maniacale di possesso dell'effimero; ormai, nessuno si può nascondere dietro a quella famosa frase: "io sto sperimentando". In qualsiasi fiera, si trovano apparati ponti ripetitori a cento euro, filtri a 50 euro ed antenne da 20 euro.... metter su un ponte, ormai è alla portata di tutti.
Più difficile è farlo funzionare bene: lo dimostra il fatto che a Roma, nella città in cui vivo, ci sono circa quaranta ponti tra VHF e UHF, ma di tutti questi solo due o tre funzionano bene e vengono dunque utilizzati; gli altri, occupano la frequenza inutilmente: o sono sordi, o arrivano male, o sono messi a casa di qualcuno (che vuol dire non servire a nulla); alcuni sono tenuti accesi solo per occupare la frequenza e far sentire algi altri quanto sono bravi gli installatori.
Ben venga una bella tassa di centinaia di Euro; vediamo quanti ne rimarranno accesi.
Luca IK0YYY.
- Dettagli
-
Categoria: Notizie dal ministero
-
Pubblicato Venerdì, 13 Gennaio 2012 23:12
-
Scritto da Luca Ferrara
-
Visite: 120
Ministero dello Sviluppo Economico
Dipartimento per le telecomunicazioni
viale America, 201
00144 ROMA
Alla cortese attenzione del Direttore Generale, dott. Francesco Saverio Leone
Oggetto: Autorizzazione sperimentale uso frequenza 5 Mhz, 60 metri
Roma, 9 Gennaio 2012
Gent. Direttore,
Le scrivo a nome di un gruppo nutrito di radioamatori, per sottoporre alla Sua cortese attenzione una richiesta sperimentale per l’assegnazione e l’uso della frequenza dei 5 Mhz (60 metri) per un anno solare, per le stazioni di radioamatore in Italia.
Purtroppo, i radioamatori italiani sono fortemente colpiti da una assegnazione di frequenze non omogenea rispetto al resto dei paesi europei e del mondo; il piano nazionale di ripartizione delle frequenze ha sempre tenuto in minore considerazione le stazioni di radioamatore, anche e soprattutto a causa delle mancanza strategica di una buona opera delle varie associazioni di radioamatori.
In questo quadro, Le siamo a sottoporre il rilascio di una autorizzazione straordinaria per l’uso di questa frequenza, già assegnata a diversi paesi europei (Danimarca, Slovacchia, Croazia, Irlanda, Inghilterra, Finlandia, Grecia ed altri) e nel resto del mondo, in particolare gli Stati Uniti.
In analogia a quanto accade in questi paesi, siamo a richiedere la sperimentazione nella fettina di banda da: 5.250 Khz a 5.450 Khz, con deviazione massima di 2,8 Khz e 100 watt di potenza massima, per il periodo compreso tra il primo gennaio 2012 ed il 31 dicemnre 2012.
Terminata questa fase sperimentale, potremo rilasciare un documento contenente i risultati di tale sperimentazione, nella speranza che, durante il prossimo adeguamento del piano nazionale di ripartizione delle frequenze, si possa ripetere tale esperienza.
Nel ringraziarLa per il Suo contributo, rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito alla esperienza che si chiede di effettuare.
Distinti saluti
*** Aggiornamento 14 Gennaio 2012 ***
Il responsabile dell'Ufficio Radioamatori del ministero mi ha formalmente risposto, dicendomi che per operare sperimentalmente sulla banda dei 60 metri, è necessario presentare una domanda specifica in bollo e pagare il contributo per la sperimentazione. (!?!) ......
Naturalmente, questa risposta mi ha incuriosito ed ho chiamato personalmente; il dirigente mi ha detto che attualmente è indicazione del ministero non dare nessuna autorizzazione, neanche di tipo sperimentale, per nessuna frequenza che non sia presente nel piano nazionale di ripartizione italiano.
Il dirigente, lo stesso che nel 2010 aveva firmato la terza autorizzazione per i 70 Mhz, si dice costernato, ma fino a che non vi siamo nuove indicazioni dai direttori generali, della parte amministrativa e della parte tecnica, non può far altro !
Peccato che le associazioni siano ormai nel sonno più profondo; certo è che, invece che organizzare cenette o pullman per le fiere, si potrebbero occupare di questi, e di altri, seri problemi che abbiamo !
Stavo riflettendo su una eventuale azione da parte di privati, una sorta di documento firmato da un gruppo, più o meno nutrito, ove si manifesta il disaccordo su questa situazione, sperando che sia uno spunto di riflessione.
Io sto già scrivendo qualche cosa .....
Luca IK0YYY, Roma.
- Dettagli
-
Categoria: Notizie dal ministero
-
Pubblicato Giovedì, 20 Dicembre 2007 15:56
-
Scritto da Luca Ferrara
-
Visite: 1072
Salve,
dopo la sortita di notizie, che non ho avuto timore a definire "infauste", dal Ministero delle comunicazioni, sono giunte alcune precisazioni dal Ministero stesso, che vorrei rimarcare, su eventuali tasse e contributi per ponti ripetitori.
Il Ministero delle comunicazioni ha chiarito che non ha lanciato alcun allarme nuove tasse per ripetitori: l'attuale regolamento chiarisce che l'installazione e gestione di un ponte ripetitore deve ricordursi alle precipue attività del radioamatore, per tanto avvengono a titolo volontario ed esente da contributi. Il Ministero si è detto semplicemente impossibilitato a poter istituire un ufficio apposito per eseguire il controllo delle frequenze assegnate ai radioamatori, per tutte le attività e per i ripetitori; per far ciò, avrebbe dichiarato, dovrebbe richiedere come minimo 200 euro per ogni nuovo impianto, a fronte delle spese da far sostentere all'amministrazione postale per operare il controllo.
Per questo motivo, le associazioni stanno concordando un piano operativo che possa pianficare le installazioni in tutta Italia e non giungere all'indiscriminato utilizzo dell poche frequenze a disposizione.
Ora, non vorrei essere il solito brontolone, ma perchè se noi cittadini manchiamo ad un obbligo di legge lo Stato ci fa pagare la multa, mentre quando lo Stato, come in questa occasione, si dichiara del tutto incapace di tener fede ad un regolamento che gli impone di fare la verifica tecnica, dobbiamo noi cittadini risolvergli il problema e magari dirgli anche grazie ?
Diciamo allora che lo facciamo per il bene comune, ma alla fine se lo ricorderà ?
Luca IK0YYY.
|
|
|